quello in cui finalmente lasci cadere le tue catene, lo spazio libero che ti si apre ti intimorisce e ti senti solo come non ti eri mai sentito prima.
Capisci che quelle catene erano pure un conforto, il pretesto per per non andare via, per non lasciare ciò di cui ti eri circondato, le tue abitudini, i tuoi vizi a volte mascherati da false debolezze o dalla cattiva sorte, la tua immagine, le tue idee.
Ma adesso sei libero.
Per un momento pensi di fingere riprendendo in mano le catene che magari nessuno ha visto cadere. Ma non si può dissimulare la libertà acquisita.
Adesso bisogna fare il primo passo. E già questo pesa, come un segno, come l'aria solenne nel giorno del Venerdi' Santo, come la paura di accorgerti che crescendo, cose come la tua infanzia, i tuoi ricordi e persino i tuoi genitori, si allontaneranno dalla tua vita. Per sempre.
Ma sembra non ci sia scelta. Rimanere sarebbe come dissacrare qualcosa che sta al di sopra delle nostre scelte e della nosta comprensione.
Bisogna andare. Non conosciamo mai il percorso, ma la sensazione che la luce del passato sia in realtà la luce unica della vita e che questa illuminerà il percorso se soltanto ci crederemo abbastanza, ci da la fiducia di cui abbiamo bisogno.
Vai. E sii un uomo coraggioso e sorridente.
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