Lo ha affermato un importante esponente di Google parlando del futuro delle tecnologie informatiche e della comunicazione.
Secondo me è molto significativo. Rappresenta molto bene un aspetto sempre più importante del mondo in cui viviamo. E io sono preoccupato per tutto ciò. Lo so, sono malato di mente, ma voglio provare a spiegarmi.
Intanto la forma di questa dichiarazione tradisce, voglio sperare soltanto casualmente, il tono con cui secondo me tutto ciò in realtà arrivi dall'alto, cioè dall'espressione del Potere: "sarà vietato ..."; ma soprattutto vengono dati come negativi aspetti dell'esistere intimamente collegati alla natura umana e che da sempre costituiscono degli ingranaggi importanti del nostro vivere: dimenticare, perdersi, annoiarsi. Questi fenomeni sono soltanto delle negatività o è più giusto catalogarli comunque nel repertorio degli stimoli umani?
Mi rendo conto di quanto questa discussione sia difficile da condividere, d'altra parte spingendo oltre questo mio ragionamento, dovrei pure osservare come ad esempio la malattia possa essere vista come funzionale ad un momento di guarigione e come la prevenzione attiva della malattia neghi questo momento.
In ogni caso quello su cui secondo me non si riflette sufficientemente è il perchè la nostra società si spinge in questa direzione e se questa sia la direzione giusta.
Adesso voi direte che sei fossi uno che non si perde in tutto, annoiato e noioso, nonchè "mezza-testa", non avrei scritto queste osservazioni e l'umanità intera me ne sarebbe stata grata... ma io voglio farvi osservare che potrebbe anche essere qualcuno ben più valido di me a venire negato di questi stimoli!
Insomma, io credo che in un mondo siffatto, non ci sarà più un Van Vogh, un Francesco D'Assisi o un Leonardo. I loro bambini-potenziali non troveranno noia d'affrontare e da risolvere accedendo la loro genialità, non si perderenno nella ricerca del significato della vita, dell'esistenza e dell'arte, e non avranno la libertà di dimenticare chi sono per potersi così riscoprire al centro dell'universo o di un quadro dipinto durante un'estasi creativa o mistica.
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